Il primo anno di vita della Scuderia

I successi della Scuderia sin dal primo anno di vita

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Ha appena un anno di vita, la Scuderia Campidoglio, e ha già raggiunto una posizione di preminenza fra le scuderie automobilistiche italiane.

Organismo dinamico idee chiare

Ha appena un anno di vita, la Scuderia Campidoglio, e ha già raggiunto una posizione di preminenza fra le scuderie automobilistiche italiane. E’ questo risultato della massima importanza denotante l’alto grado di efficienza raggiunto dall’automobilismo romano, non solo in campo sportivo ma anche in quello organizzativo. I dirigenti e i Soci della “Campidoglio” arrivano alla loro Sede poco dopo mezzogiorno, quando hanno concluso la loro normale attività lavorativa della mattinata. Se per caso trovano qualche intoppo, lo superano allegramento, con una decisione rapida, presa collegialmente o da uno solo, dimostrando unità d’intenti ed accordo perfetto. E’ un ambiente sportivamente sano, dove ci si trova sempre a proprio agio, dove si dimenticano i guai della vita quotidiana e dove il futuro si presenta costellato di striscioni di traguardo, di partenze tipo Le Mans, di furiose galoppate automobilistiche sulle strade d’Italia, di brusche frenate, di violente accelerate, di tormentati cambi di marcia, di rombi di motore.

Gian-Maria-Marchini

Gian Maria Marchini si prepara alla partenza sul Circuito di Castelfusano, 1955. La persona in piedi sulla sinistra è Baravelli, della segreteria della Campidoglio della sede ACI di via Salaria; la persona a destra col casco è Zanetti che partecipava alla corsa delle 750 Sport Internazionale, un preferito dalla Giaur di Giannini.

Il mio sentimento di ammirazione per Costantini e compagni è sincero, sportivo, vagamente misto a un po’ di nostalgia. Perché anch’io, fino a due anni fa, ho praticato piuttosto intensamente lo sport automobilistico, partecipando ad una cinquantina di gare di velocità, nazionali e internazionali, ed avendo la fortuna di conseguire varie vittorie e un titolo di campionato italiano: e non è detto che, cedendo alla nostalgia dello sport, che sovente mi pervade, non torni a correre pilotando una macchina con lo stemma della “Campidoglio”, come del resto ho già fatto quest’anno, quando ho partecipato alla prima corsa nella quale la “Campidoglio” scendeva ufficialmente in campo: il V Rally del Sestriere, nel quale Luciano Ciolfi ed io, con una 1100 TV, siamo giunti terzi di categoria, preceduti da due “Porsche” e precedendone altre. Fin da quella prima gara, la Scuderia, appena nata, dimostrò di saper assistere nel migliore dei modi i propri piloti in gara. Organismo dinamico, costruito con idee chiare, proiettato in un futuro che si preannuncia ricco di risultati sportivi di sempre maggiore risonanza. Per l’anno prossimo lancio per la Scuderia Campidoglio un forte e affettuoso “in bocca al lupo!”.

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